Distretto: Maremma Toscana

Grosseto, una città e tante storie da raccontare

Una passeggiata per le vie del centro più importante della Maremma Toscana

29/05/19

Stanchi e impauriti, gli abitanti di Roselle, già antico e florido centro etrusco, lasciarono le loro case bruciate e violate dai saraceni nel 935 per rifugiarsi nella pianura dell’Ombrone, a dodici chilometri dalla costa. I cittadini della futura Grosseto pensavano di sfuggire così alle incursioni, trovandosi a dover combattere contro la malaria, le esondazioni e l’espansionismo prima di Siena e poi dei Medici di Firenze.

Un po' di storia

Posizionata nel cuore della Maremma, la città di Grosseto è, sin dalla nascita, un luogo di frontiera, di miniere e allevamento, commerci, pastorizia e agricoltura. Importante centro di produzione e conservazione del sale, che tante mire attrasse, viene nominata per la prima volta in un documento del IX secolo d. C., salvo poi comparire come castello nei secoli successivi, legato agli Aldobrandeschi a guardia di un ponte e del porto fluviale sull’Ombrone.

Assediata nel 1137 da duca di Baviera, ottenne nel 1138 il titolo di sede episcopale della ormai abbandonata Roselle (buona parte della storia di questo notevole centro etrusco e romano è conservata nel locale Museo Archeologico e d’Arte della Maremma). Il sale è uno dei motivi delle mire di Siena che si impossessa della città e vi edifica il cassero nel 1259, dandole quella forma racchiusa nella cinta medievale, non squadrata.

Una nuova cinta muraria viene costruita dai Senesi tra il 1337 e il 1350. Si tratta di un perimetro quadrangolare irregolare, tagliato da nord a sud dalla via Aurelia, da Porta San Pietro a Porta Cittadina (dove sorge il Cassero del Sale, antica dogana). Da ovest si passa sotto l’arco della Porta San Michele e ad est sotto Porta Santa Lucia e la torre del cassero del 1345.

I due assi viari si incrociano in piazza del Cisternone o Grande (attuale piazza Dante) che corrisponde al nucleo originario del castello feudale.

Le mura e le porte

La splendida cornice delle mura cinquecentesche che racchiudono in un esagono verde la parte storica della città sono il frutto dell’intervento di Cosimo I de Medici, quando nel 1564 incarica Baldassarre Lanci di progettare la nuova cerchia, con bastioni più bassi e angolati, con un anello interno che percorre l’intero tratto murato e un fossato esterno, navigabile, con la cittadella fortificata vicino a Porta Santa Lucia. Nel 1754 verrà aperta, a nord, la Porta Nuova.

I generi e gli stili architettonici

Il centro cittadino è un susseguirsi di generi e stili architettonici dall’epoca medievale all’età contemporanea. Costruito sul sito del precedente duomo del XII secolo, dal senese Sozzo di Rustichino, la cattedrale si presenta con una caratteristica facciata di marmi bicromi, bianco e rosa, frutto di molteplici rifacimenti. Originali del XIII secolo sono i simboli degli Evangelisti sui capitelli dei pilastri, due bifore gotiche con vetrate (queste del XV secolo). Nella piazza sorgevano in forme gotiche il Palazzo dei Priori e del Podestà, ora scomparsi.

La città moderna e i musei

Piazza Fratelli Rosselli è il centro della città moderna in cui spicca il monumentale Palazzo delle Poste, di impronta piacentiniana, costruito nel 1930.

In Corso Carducci sorgono la chiesa di San Pietro, risalente all’XI secolo ed è la più antica della città, con abside romanica, e il Palazzo già del Tribunale, sede del Museo archeologico che raccoglie una sezione dedicata agli etruschi del Chiusino e di Volterra, la collezione Chelli, del sacerdote fondatore della struttura nel 1860, la sezione di Roselle e la raccolta di arte sacra.

Da vedere anche la chiesa di San Francesco, già benedettina dedicata a San Fortunato, ricostruita dai francescani entro il 1289, in forme gotiche a capanna, con portale e rosone. All’interno una Croce dipinta di Duccio di Boninsegna. All’interno della cinta muraria si trova anche il Museo di Storia Naturale della Maremma.

di Umberto Maiorca

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