Distretto: Orvieto

Un'ostia sanguinante, san Tommaso d'Aquino, il Duomo e il Corpus Domini, Orvieto tra storia e fede

Il Corporale insanguinato è custodito nel duomo di Orvieto e ogni anno una solenne festa ricorda quel miracolo

04/01/19

Torino, Lanciano, Orvieto e Bolsena. Un filo rosso (della fede) lega queste quattro città: quello del miracolo Eucaristico e dell'impronta di Gesù sul tessuto. Un evento che mette alla prova la fede e la scienza.

Si racconta che il sacerdote boemo Pietro si accostasse dubbioso al mistero eucaristico e, in particolare, sulla presenza reale di Cristo nell'ostia consacrata. Durante in suo viaggio verso Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e scacciare i dubbi, il sacerdote si fermò a Bolsena e si accinse a celebrare messa nella cripta di Santa Cristina. Al momento della consacrazione l'ostia iniziò a sanguinare, impregnando il corporale, con alcune gocce di sangue che caddero sull'altare e sul pavimento. Papa Urbano IV riconobbe subito il miracolo, istituì la festa del Corpus Domini (ben istruito da san Tommaso d'Aquino) e gli orvietani decisero di innalzare quello splendore che è il Duomo con le sue statue, i mosaici e gli affreschi. L'altare del miracolo è rimasto a Bolsena. Il Corporale si può ammirare (o venerare) nella cappella all'interno della cattedrale o in occasione del Corpus Domini, scortato dal solenne corteo in abiti.

di Umberto Maiorca

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