Angeli e demoni, dannati e salvati, l'Anticristo e il Salvatore. La Cappela di San Brizio nel duomo di Orvieto ti accoglie con i colori del sangue e della carne. L'intensità dei corpi, quasi scolpiti nella pietra, le figure che appaiono con movenze teatrali, quasi emergenti dalle pareti, rimandano il visitatore a Beato Angelico, Benozzo Gozzoli e Luca Signorelli, con i pennelli ancora gocciolanti, abbarbicati sulle impalcature per raggiungere la volta della cappella. Sono “Le storie degli ultimi giorni”, di quell'Apocalisse immaginata sulle pagine di san Giovanni e raffigurata sulle vele e sulle pareti della cattedrale. Varcato il cancello il visitatore si immerge tra i corpi dei dannati, spaventosi e spaventati all'arrivo della barca di Caronte, mentre angeli musicanti vegliano sulla colonna dei beati, dei salvati. Immagini cariche di dramma e di umanità, impressioni vivide, di vita reale, che saranno stimolo per l'opera di Michelangelo nella Cappella Sistina e specchio dei volti reali, sofferenti di Caravaggio.